Cittadinanza e partecipazione
La Scuola di Pace un Centro risorse per la promozione della cittadinanza attiva
La promozione della cittadinanza attiva e di nuove modalità di relazione tra cittadini e istituzioni, è all’origine stessa della Scuola di Pace del Quartiere Savena come luogo di condivisione ed incontro di percorsi e risorse che favoriscano un più ampio dialogo tra i diversi attori della società civile. “Il nome Scuola di Pace è nato – come spiega il suo coordinatore Roberto Maffeo in Qualche sapere in più. Alcune strategie della Scuola di Pace - per ottenere una maggiore efficacia comunicativa, in realtà il nome originale è “Centro per la promozione di una convivenza civica attraverso il metodo della non violenza”. Il titolo rileva subito le motivazioni che hanno dato vita a questo progetto, l’intenzione cioè di realizzare un centro risorse, per i cittadini e per le scuole, che promuovesse l’azione non violenta come valore e strumento fondamentale per una convivenza civile.”
Per queste ragioni Amici dei Popoli, tra le associazioni fondatrici della Scuola di Pace, ha inteso valorizzare e identificare nella Scuola di Pace il suo Centro Risorse per la cittadinanza attiva nell’ambito del progetto Programma di educazione sui temi dello sviluppo, della povertà e della convivenza multietnica promosso dall’ong CVM in collaborazione con le ONG associate (A.C.C.R.I., A.D.P., A.S.P.Em., Ce.L.I.M., CELIM BERGAMO, C.I.S.V., C.L.M.C., L.V.I.A., MO.C.I., O.S.V.I.C., PRO.DO.C.S., S.V.I.) e co-finanziato dal Ministero degli Affari Esteri.
Obiettivo del progetto Programma di educazione sui temi dello sviluppo, della povertà e della convivenza multietnica è infatti quello di dare vita ad un polo d’aggregazione cittadino per le attività di educazione, formazione e informazione e per la raccolta di dati e materiali riguardanti l’Educazione allo Sviluppo, attraverso la relazione con le scuole, le associazioni, gli enti formativi, le Università.
La Scuola di Pace, con i laboratori nelle scuole, il centro di documentazione sui temi dell’intercultura e del razzismo, i progetti di cooperazione e le attività di sensibilizzazione e formazione per gli adulti, è pertanto il centro ideale da cui far nascere questa rete di relazioni e in cui convogliare le risorse di quanti sul territorio hanno a cuore ed operano per la promozione di un concetto di cittadinanza che parta dal riconoscimento dell’altro e conduca ad una nuova etica nelle relazioni umane, politiche ed economiche.
Il quaderno Cittadinanza e partecipazione, di cui presentiamo in queste pagine alcuni articoli è nato quindi – pur sempre nell’ambito del Programma di educazione sui temi dello sviluppo, della povertà e della convivenza multietnica - dalla volontà di cristallizzare i pensieri, le convinzioni e le riflessioni sui temi della non violenza e della giustizia sociale; per procedere in una continua e graduale evoluzione e per raccontare ad altri le nostre ragioni, cercare affinità con i cittadini e continuare a riflettere insieme.
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La cittadinanza definisce in forma pratica ciò che tutti gli uomini hanno in comune, così che siano liberi di svilupparsi in tutta la loro diversità (Ralf Dahrendorf, La società riaperta, Roma-Bari, Laterza, 2004)
La perdita della cittadinanza priva l’individuo, oltre che della tutela giuridica, della sua identità ufficialmente documentata (Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo, Milano, Edizioni di Comunità, 1959)
Dove non esistono istituzioni repubblicane non c’è “cittadinanza”, il concetto di “cittadinanza globale” rappresenta una semplice illusione (Zygmunt Bauman, La solitudine del cittadino globale, Milano, Feltrinelli, 1999)
Per aprire il cammino a un’identità cosmopolita le leggi sulla cittadinanza devono essere cambiate e si deve operare un profondo mutamento culturale (Anthony Giddens, La terza via, Milano, il Saggiatore, 1998)
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