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Rwanda

Tra i più piccoli paesi africani il Rwanda è stato a lungo conosciuto per i dolci profili delle sue colline e per il clima eternamente primaverile, fino a che il genocidio del 1994 ha cambiato la natura della sua fama.

Colline RwandesiIl Rwanda è uno dei più piccoli paesi africani con una superficie di soli 26.340 kmq incastrata tra la Repubblica Democratica del Congo, il Burundi, la Tanzania e l’Uganda. La geografia montuosa rwandese, fatta di alte e dolci colline che si alternano ad altipiani e a piccoli laghi e un clima da eterna primavera, ne fanno una sorta di eccezione nel territorio dell’Africa Sub Sahariana. Per queste caratteristiche era noto come il Tibet dell’africa o come Le petit paradis.
Con una popolazione di circa 8.400.000 abitanti e una densità di 319 persone per kmq, il Rwanda conquista anche il primato di paese più popoloso dell’Africa. Ma alle tante sue peculiarità deve aggiungerne altre ben più drammatiche. Se infatti fino all’inizio dello scorso secolo, la fortezza montuosa nel quale il paese è racchiuso, ha concesso al Rwanda di sviluppare uno dei sistemi sociali più complessi di tutto il continente e l’ha risparmiata dalla tratta degli schiavi, le tensioni che nascevano tra le classi sociali rwandesi, si sono inasprite con l’arrivo dei coloni tedeschi e belgi al punto da portare il paese, nel 1994, ad uno degli eventi più drammatici del secolo scorso. Nel genocidio che insanguinò il paese, e che il mondo internazionale restò a guardare con distaccata indifferenza, persero la vita 800.000 tutsi e hutu moderati.
Oggi, a 11 anni da quella tragedia, il paese vive una difficile fase ricostruzione e riconciliazione sociale. Ma le tragiche conseguenze di quella vicenda hanno esasperato le già drammatiche condizioni di povertà e miseria di gran parte della popolazione. La devastazione del genocidio ha lasciato una popolazione per quasi il 70% femminile in un paese distrutto e traumatizzato. Attualmente il Rwanda ha una crescita demografica dell’1,84% e una media di 5,6 figli vivi per donna, ma la mortalità infantile resta altissima e sfiora i 187‰. La guerra ha causato anche un grave aumento della diffusione dell’AIDS che colpisce il 16,8% della popolazione. Altrettanto gravi rimangono, in molte zone del paese, anche le difficoltà relative all’accesso all’acqua potabile (41%), ai servizi sanitari (8%) e all’istruzione (analfabetismo adulti 29,6%).
Nonostante una forte urbanizzazione il Rwanda resta poi un paese prevalentemente agricolo (il 90% della popolazione vive coltivando caffè, te, piretro, banane, fagioli, sorgo e patate o allevando bestiame) e povero (il 60% della popolazione vive con meno di 1$ al giorno).
La sostanziale mancanza di industria e di risorse minerarie (a parte piccole percentuali di cassiterite, stagno e coltan) lo rende dipendete dalle importazioni per quello che riguarda i prodotti alimentari, i macchinari, l’acciaio, i prodotti petroliferi e il cemento.
La stabilità degli ultimi anni, conquistata anche grazie ad un uso massiccio di militari e polizia per il controllo del territorio, non è stata sufficiente a dare una spinta verso la ripresa al piccolo paese africano. Nel frattempo la generale instabilità dell’area dei Grandi Laghi, che vede coinvolto lo stesso governo rwandese, e i processi ai responsabili e agli esecutori del genocidio contribuiscono ad alimentare la situazione di precarietà del paese.
Il tasso di crescita dell’economia è stato del 7% negli anni dopo il ’94. Ma la crescita riguarda solamente settori come l’edilizia e i servizi, mentre le esportazioni agricole (te e caffé), da cui dipende buona parte della popolazione rwandese, sono crollate. Per questo in molte città medio piccole molti negozianti hanno dovuto chiudere bottega per l’insolvenza delle clientele rurali

Progetto di Cooperazione decentrata con il Rwanda

Immagine seconda news di provaA sostegno della società civile rwandese impegnata per la promozione dei diritti umani, l'educazione alla pace e l'autosviluppo delle persone la Scuola di Pace del Quartiere Savena intende promuovere un progetto di scambio e cooperazione con alcune di queste realtà.

Kigali

KigaliLa capitale del Rwanda è una città in crescita tumultuosa, dove la voglia di modernità del centro cittadino contrasta con la povertà estrema delle colline che lo circondano.

Amizero (Speranza)

Nata nel 1992 per promuovere i diritti delle donne, l'associazione Amizero ha dovuto a lungo lottare per far fronte alle immense perdite subite nel 1994 e riprendere le proprie attività di promozione sociale ed economica delle donne rwandesi.

Umuseke (Aurora)

Jacqueline Uwimana con un gruppo di ragazziL'educazione alla pace è il cuore delle attivitàà di Umuseke, un'associazione nata con lo scopo di aiutare il Rwanda a superare i traumi del genocidio e ad avviarsi verso una cultura di convivenza pacifica.

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