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Amizero (Speranza)

Nata nel 1992 per promuovere i diritti delle donne, l'associazione Amizero ha dovuto a lungo lottare per far fronte alle immense perdite subite nel 1994 e riprendere le proprie attività di promozione sociale ed economica delle donne rwandesi.

Segretario dell’associazione: Floride Mukarubuga
Amizero fa parte del collettivo Profemmes, un gruppo di 41 associazioni che si occupano di tematiche sociali e hanno come obiettivo l’abbattimento di ogni discriminazione di genere all’interno di un contesto nazionale pacifico e stabile.
Profemmes favorisce la concertazione tra le diverse associazioni, l’emancipazione delle donne e la loro partecipazione allo sviluppo della nazione. Raccoglie circa 400.000 membri ed è in grado di beneficiare circa 230.000 persone. Presidente del collettivo Profemms è Mathilde Kayitesi.

Amizero è un’associazione per la tutela dei diritti umani e la promozione delle politiche di genere fondata nel 1992 a Kigali da 63 donne. La missione dell’associazione Amizero è la solidarietà per la promozione della donna rwandese e dei bambini.
Gli obiettivi principali sono:
- creare e sostenere azioni che favoriscano un miglioramento della qualità della vita delle donne
- promuovere i diritti delle donne e dei bambini
- creare un sistema di assistenza sociale e giuridico per le donne

La lotta alla povertà, la promozione di questioni di genere e l’educazione alle pratiche di pace e riconciliazione sono le aree di intervento principali dell’associazione. Il lavoro con i gruppi di base che costituiscono il corpo dell’associazione si articola dunque in azioni dirette a promuovere una cultura associativa, educare al mutuo soccorso e sostenere l’auto-sviluppo delle donne.
Inizialmente l’associazione era formata da otto sottogruppi che, in diverse regioni del territorio rwandese, promuovevano progetti agricoli o di artigianato per lo sviluppo sociale ed economico delle donne. In seguito alle gravi perdite subite durante il genocidio del 1994, nel quale 52 delle donne fondatrici furono uccise e molto del materiale di lavoro andò distrutto, l’associazione ha impiegato molto tempo per ricostituirsi e riprendere le proprie attività che sono finalmente ripartite nel 1997.
Degli otto gruppi di donne con i quali Amizero aveva iniziato la propria attività solo tre sono sopravvissuti alla guerra: Amizero - Nyaruhengeri (Butare); Amizero - Kansana (Kibungo); Amizero – Rugenge e Amizero – Gatenga (Mairie de la ville de Kigali)


I gruppi di Kigali si occupano dei seguenti progetti

Rugenge - Raccolta e riciclaggio dei rifiuti
Il gruppo di Rugenge del distretto di Nyarugenge è nato dopo i tragici avvenimenti del 1994. Comprende 60 donne in situazione difficile (vedove del genocidio, donne con il marito in prigione, donne malate di aids, ragazze madri…) ed il sostegno del distretto che ha impiegato 19 giovani capo famiglia per la sensibilizzazione delle attività dell’associazione.
Dal Luglio 2002 l’associazione Amizero ha potuto formulare un progetto di sviluppo/lavoro per queste donne incentrato sulla raccolta ed il trattamento dei rifiuti nel settore di Rugenge a circa 3 km dal centro di Kigali. Le donne raccolgono i rifiuti nei quartieri più ricchi della città, li portano nel centro di raccolta, li pesano e li separano. Con i rifiuti organici essiccati fanno mattonelle di combustibile oppure concime, mentre il resto viene inviato alla discarica di Nyanza.
Il gruppo risolve così problematiche ambientali e sociali: risponde all’esigenza di una raccolta sistematica dei rifiuti che non tutti i distretti sono in grado di garantire alla popolazione; produce combustibile alternativo al legno che in Rwanda è difficile procurarsi perché è vietato abbattere gli alberi e, al tempo stesso, garantisce alle donne un sostegno economico sicuro.
I beneficiari diretti del progetto sono le 60 donne impegnate nel recupero dei rifiuti e 60 bambini al di sotto dei 6 anni.

Rugenge garderie
La maggior parte delle donne impiegate nel progetto di raccolta e riciclaggio dei rifiuti proviene da situazioni degradanti. Nonostante l’impegno dell’associazione il loro salario non è sufficiente a sostenere le spese scolastiche dei figli. Questo comporta che molte di loro siano costrette a portare con sé i bambini durante il lavoro, e a lasciarli incustoditi a giocare tra i rifiuti.
Le condizioni igieniche del luogo e la mancanza di sicurezza non sono ovviamente adatte ai bambini, a cui l’ambiente malsano della discarica provoca malattie infettive e intestinali che spesso si sommano a problemi di malnutrizione derivati dalla povertà.
Per superare questi disagi Amizero sta cercando di avviare un asilo per i figli delle donne che lavorano con i rifiuti. L’asilo potrebbe dare ospitalità a 55 bambini, garantendo loro situazioni igieniche appropriate e un percorso educativo di base e aiutando così le mamme lavoratrici. L’asilo darebbe impiegherebbe alte due donne nella gestione della struttura e nell’accudimento dei bambini.
Accanto alla realizzazione e all’avvio di questo progetto si pensa di attivare corsi di formazione per spiegare alle mamme i principi della corretta nutrizione per i bambini e quelli relativi alla pianificazione familiare e alla contraccezione.

Rugenge legumiere
Purtroppo solo 60, delle 77 donne del gruppo di Rugene hanno trovato lavoro nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti. Le altre, a causa dei pochi finanziamenti e della mancanza di macchinari che permetterebbero di aumentare la produttività di combustibile e concime, sono rimaste senza nessuna fonte di reddito.
Molte di loro riuscivano a sopravvivere vendendo frutta e verdura per le strade di Kigali o vicino al mercato centrale della città. Dal 2000 però il comune di Kigali ha vietato il piccolo commercio informale e le donne hanno cominciato ad essere perseguite e in molti casi malmenate, mentre i loro prodotti venivano confiscati o buttati via.
Per far fronte a questa situazione Amizero ha proposto loro di aprire una piccola cooperativa per la vendita legale di frutta e verdura. Così dopo un percorso di formazione sulla gestione di un negozio, la contabilità, l’approvvigionamento e le relazioni con i clienti, nell’agosto 2004 è stata inaugurata in centro a Kigali una legumiere. Vi lavorano dodici donne anche loro provenienti da situazioni economiche difficili e degradate.

Progetto di Cooperazione decentrata con il Rwanda

Immagine seconda news di provaA sostegno della società civile rwandese impegnata per la promozione dei diritti umani, l'educazione alla pace e l'autosviluppo delle persone la Scuola di Pace del Quartiere Savena intende promuovere un progetto di scambio e cooperazione con alcune di queste realtà.

Rwanda

Colline RwandesiTra i più piccoli paesi africani il Rwanda è stato a lungo conosciuto per i dolci profili delle sue colline e per il clima eternamente primaverile, fino a che il genocidio del 1994 ha cambiato la natura della sua fama.

Kigali

KigaliLa capitale del Rwanda è una città in crescita tumultuosa, dove la voglia di modernità del centro cittadino contrasta con la povertà estrema delle colline che lo circondano.

Umuseke (Aurora)

Jacqueline Uwimana con un gruppo di ragazziL'educazione alla pace è il cuore delle attivitàà di Umuseke, un'associazione nata con lo scopo di aiutare il Rwanda a superare i traumi del genocidio e ad avviarsi verso una cultura di convivenza pacifica.

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