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Formazione per i cittadini La formazione permanente è sicuramente uno degli aspetti centrali del nostro agire “per la pace”. Nei diversi progetti che ci vedono coinvolti il piano formativo è presente in modo preponderante:
Progetto Cooperazione decentrata: le OnG presenti nella Scuola di Pace promuovono annualmente corsi sulla cooperazione internazionale dove vengono affrontati temi che riguardano le criticità della globalizzazione. Il nostro target sono le associazioni del territorio che, attraverso una formazione attenta alle dinamiche Nord-Sud del mondo, vengono coinvolte in azioni di solidarietà internazionale.
Progetto Servizio Civile: i volontari del servizio civile promosso dal Ministero dell’Interno oltre a intervenire attivamente nell’attività della Scuola, sono quotidianamente formati sui nostri temi, primo fra tutti il tema della non violenza e della capacità d’ascolto. Info: www.centromelograno.it/pace
Progetto Media&Stereotipi: questo progetto, inserito nella più ampia rete di monitoraggio, intende fornire ai consumatori dell’informazione e agli operatori dei media i risultati raccolti, durante le attività di monitoraggio svolte, per favorire il dialogo sulla rappresentazione mediatica dello straniero e sui conseguenti effetti nell’opinione pubblica. Le attività del progetto mirano, inoltre, a rafforzare la cooperazione e il lavoro di rete tra i soggetti che operano nell’ambito dell’educazione ai media, della lotta alla discriminazione e della tematica “media e immigrazione”. Sono previste lo svolgimento di almeno 30 ore di laboratori sulla media education da svolgersi nelle scuole medie superiori di Bologna e provincia, per analizzare e riflettere con i ragazzi sulle tematiche in questione.
Progetto Percezione/prevenzione sicurezza: oltre alle attività di cittadinanza attiva in ambito scolastico si vorrebbe fare un’indagine in grado di rilevare e di analizzare l’insicurezza soggettiva e percepita dei cittadini del Quartiere Savena in relazione ai comportamenti dei giovani e adolescenti per individuare strategie d’intervento volte sia ad informare correttamente i cittadini in merito all’oggettivo grado di insicurezza del quartiere in cui vivono, sia a promuovere politiche di prevenzione della microcriminalità e inciviltà. Tutto ciò attraverso un costante lavoro di rete tra i Quartieri della città, servizi sociali e associazionismo.
Formazione per le istituzioni L’ambito formativo, non solo nei confronti dei cittadini, ma anche nei confronti delle istituzioni, riveste per la Scuola di Pace una rilevanza notevole, difatti numerosi sono i progetti volti a creare delle figure professionali in grado di comprendere la complessa realtà circostante ed operare coerentemente con gli obiettivi di educazione alla convivenza civica che il nostro gruppo si prefigge.
Progetto Aula del Silenzio: sul tema della non violenza e del silenzio interiore la Scuola di Pace ha promosso l’Aula del Silenzio. In collaborazione con L’Università di Bologna è stato istituito un momento rituale dove persone interessate all’esperienza della non-parola, si incontrano per sperimentare tale dimensione. Dimensione che in futuro vogliamo riproporre nel Parco della Pace, dove il rapporto diretto con l’ambiente diventa un luogo di meditazione naturale. Tale progetto nascerà attraverso la collaborazione con la Fondazione Villa Ghigi e il monastero di Ronzano.
Progetto Polizia: il COSPE ha recentemente pubblicato “Il servizio di Polizia per una società multiculturale”. Si tratta di un manuale realizzato in collaborazione con la Polizia di Stato e chiaramente il Ministero dell’Interno per stimolare una consapevole sensibilità dell’agente di Polizia di fronte alle problematiche dello straniero. La Scuola di Pace ha l’intenzione di proseguire questo lavoro con una formazione permanente degli Agenti di Polizia, con l’obiettivo concreto di migliorare i rapporti tra la pubblica sicurezza e gli stranieri tenendo in considerazione l’importanza di una accoglienza che sia il più possibile esula da pregiudizi.
Progetto Macondo: il mercato del lavoro dovrebbe riflettere la società nella sua complessità e diversità, dunque con una partecipazione proporzionale di tutti i gruppi d’età, delle donne e degli uomini, delle minoranze, delle persone omosessuali, delle persone disabili. Spesso, tuttavia, la situazione è molto lontana dal quadro appena descritto e soprattutto in ambito lavorativo le discriminazioni sono frequenti. Non sempre gli strumenti normativi sono sufficienti a combattere tali situazioni, occorre intervenire sul piano della formazione dei funzionari di organizzazioni pubbliche (Enti Locali, ASL, uffici per l’impiego, ecc.) e private (sindacati, imprese, agenzie del lavoro interinale, ecc.) formando professionisti in grado di rendere concrete le pari opportunità nell’immediato ma investendo anche in processi di trasformazione culturale a medio-lungo termine.
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